Tre modi in cui l’Italia potrebbe perdere con l’Inghilterra

E uno in cui potrebbe vincere

10/07/2021 | Di Claudio_VL | Commenti: 0

L’Italia è in finale agli Europei, era da un po’ che non vedevamo la Nazionale giocare e vincere così bene in una competizione internazionale. Sui media (ufficiali e social) italiani la finale con l’Inghilterra viene data quasi per scontata, i bianchi di Gareth Southgate non sembrano pericolosi, sono arrivati in finale solo perché avevano delle partite facili, degli arbitri compiacenti, il supporto dei tifosi di casa a Wembley. È possibile, ma ne' i tifosi, ne' gli arbitri, né gli avversari hanno aiutato l’Inghilterra a concedere solo un goal in sei partite, a continuare ad attaccare e a correre a tutto campo per 90 minuti, a non avere nessun giocatore espulso nonostante l'abitudine inglese (e britannica) al gioco rude.

Non è una squadra da sottovalutare, l’Inghilterra di Gareth Southgate. Eppure è quello che sta succedendo sui media italiani, mi pare: si dà per scontato che l’Inghilterra potrà battere l’Italia soltanto con l’aiuto dell’arbitro, o per via dei tifosi, o per il fatto che conosce meglio lo stadio di Wembley, o per l’abitudine al tempo pessimo di questi giorni inglesi (oggi non ha piovuto, ieri sì, l’altro ieri pure, qui vicino a Londra), o per qualche ulteriore intangibile motivo. Nessuno sembra preoccuparsi della possibilita' piu' semplice: che l'Italia venga battuta da un'Inghilterra che gioca meglio di noi.

Cosa rischia l’Italia? Come potrebbe batterci, l’Inghilterra? Ecco alcuni possibili scenari:

1) Episodi. Una spinta di Di Lorenzo o Chiellini a Raheem Sterling, il fischio dell’arbitro, il dischetto del rigore. Magari persino più di una volta, perché può succedere. E così ci ritroveremmo ad inseguire, cosa in cui non siamo molto pratici, ultimamente. E non è inconcepibile pensare ad un’Italia ridotta in dieci (oppure persino in nove?) per un'espulsione: Verratti che perde la calma e commette un fallo di ritorsione (oppure reazione), o uno dei nostri centrocampisti costretto ad atterrare un inglese in fuga. A quel punto il nostro controllo di palla andrebbe a farsi benedire.

2) l’Italia va in vantaggio, e intorno al 60º minuto - ancora in vantaggio o magari con la partita in pareggio - il nostro centrocampo si dissolve, come e' successo nelle ultime due partite (e anche col Galles non e' che il nostro finale di partita sia stato entusiasmante, in undici contro dieci). A quel punto degli incontri invece l’Inghilterra, di solito, continua a correre, spesso grazie a sostituzioni mirate da parte di Southgate, che ha a disposizione velocisti come Kyle Walker (37,8 km/h), Phil Foden (37,1 km/h), Raheem Sterling, Marcus Rashford (36,3 km/h) e Kieran Trippier. Foden, Rashford e Trippier potrebbero entrare intorno al 60º minuto e fare la differenza, con l'Italia gia' a corto di fiato.

3) Con la perdita di Spinazzola ci siamo giocati uno dei pochi nostri giocatori capaci di saltare l’avversario (c'e' Chiesa, poi il vuoto, in base a quel che s'e' visto in questi Europei). Gli inglesi invece hanno giocatori rapidi come i gia' citati Walker, Foden, Rashford, Sterling, Trippier (e Jack Grealish), capaci di superare i nostri soliti, epici, storici centrali e anche i nostri terzini. Rischiamo di subire il contropiede degli inglesi nei periodi in cui controlleremo la palla, e le loro accelerazioni improvvise quando il nostro centrocampo si sara' sfaldato.

Cosa ne pensate? Spero che queste ipotesi si rivelino errate e che l’Italia possa vincere, magari persino giocando bene e dominando: un goal precoce (il solito tiro di Insigne verso il palo lontano? L'agognato risveglio di Immobile, un'esplosiva incursione di Belotti, un colpo di testa di Chiellini su calcio d'angolo, o la solita fuga di Chiesa?) che permetterebbe alla nostra Nazionale di gestire il gioco e tornare al controllo mostrato nelle prime tre partite, magari condito da un secondo goal e possibilmente anche un terzo.

Sarebbe un trionfo, a Wembley, a casa dell’Inghilterra. Ne sarebbero felici per primi i 250.000 italiani che vivono in Inghilterra, ma anche i gallesi, gli scozzesi e i nord-irlandesi, per i quali vale la regola “puo' vincere chiunque, basta che non vinca l’Inghilterra“.



Argomenti: calcio, Euro 2020

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